Abstract
La riflessione filosofica di Dino Formaggio sulla questione della tecnica artistica chiama in causa tutte le questioni nodali dell’estetica come disciplina filosofica, sia nella sua accezione di teoria della sensazione, sia in quella di teoria dell’arte. In questo contesto, il mio saggio punta a esplorare in particolare il rapporto di Formaggio nei confronti della tradizione tedesca della «scienza generale dell’arte» (allgemeine Kunstwissenschaft) e della cosiddetta «storia dell’arte senza nomi» (Kunstgeschichte ohne Namen): nel contesto del dibattito estetico italiano i suoi testi hanno infatti contribuito in maniera fondamentale a gettare nuova e diversa luce su autori come Fiedler, Dessoir, Utitz, Riegl, che la prima ricezione da parte di Benedetto Croce aveva inquadrato in una prospettiva idealistica deformante.

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