Per un "dérèglement de tous les sens". Merleau-Ponty: le sinestesie e l'impersonale
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Comment citer

Lasciani-Petrini, E. . (2026). Per un "dérèglement de tous les sens". Merleau-Ponty: le sinestesie e l’impersonale. Eikasía Revista De Filosofía, (21), 33–55. https://doi.org/10.57027/eikasia.21.1585

Résumé

Partendo dalla frase di Rimbaud, contenuta nella celebre Lettera del veggente – “il poeta deve farsi veggente mediante un lungo, immenso, ragionato sregolamento ditutti i sensi” -, sintomaticamente citata più volte da Merleau-Ponty negli appunti degli ultimi Corsi, si può cogliere in essa il significato profondo insito nel ruolo delle “sinestesie”, ritrovandolo – a ritroso – in tutta la riflessione merleau-pontyana fin dalla Fenomenologia della percezione.

Un esame approfondito delle sinestesie, infatti, apre la strada innanzitutto ad un ripensamento della “natura umana”, in particolare della sua originaria condizione “neotenica”, al punto che si potrebbero reperire nelle analisi del filosofo le basi per un ‘nuova antropologia’. Ma soprattutto, e di conseguenza, consente un ripensamento – e superamento – delle figure tradizionali di “soggetto” e specialmente di “persona”, attraverso l’esplorazione di quella dimensione infra-corporea e multisensoriale, innestata all’ambiente circostante, nella quale quelle figure sono originariamente radicate. Una falda pre-individuale e già nella Fenomenologia bene individuata come “impersonale” e “anonima” – a partire dalla quale Merleau-Ponty in seguito elaborerà la nozione di “carne” -, in cui sono con-presi le cose, “i colori, gli oggetti, gli animali come altrettante varianti di noi stessi” uomini, come tale al fondo di ogni “individuazione psico-fisica”. E dunque all’origine di ciò che – poi, ad un livello più ‘superficiale’ – prende il nome di “io”, “persona”, “soggetto” etc.: i quali si rivelano così, non individui distinti e separati, ma blocchi o eventi di mondo (nell’unitarietà plastica minerale-vegetale-animale-umana di esso).

 

1 Le opere di Merleau-Ponty utilizzate saranno citate direttamente nel testo con una sigla seguita dal numero della pagina. Le pagine s’intendono riferite alle traduzioni italiane – che sono state talora modificate. FP = Phénoménologie de la perception, Paris 1947 (tr. it. a cura di A. Bonomi, Fenomenologia della percezione, Milano 1980); EF = Éloge de la philosophie, Paris 1953 (tr. it. a cura di C. Sini, Elogio della filosofia, Roma 1984); VI = Le visible et l’invisible, Paris 1964 (tr. it. a cura di M. Carbone, Il visibile e l’invisibile, Milano 1993); LSN = Résumés de cours. Collège de France 1952-1960, Paris 1968 (tr. it. a cura di M. Carbone, Linguaggio, Storia, Natura. Corsi al Collège de France 1952-1961, Milano 1995; NC = Notes de Cours 1959-1961, Paris 1996 (tr. it. a cura di M. Carbone, E’ possibile oggi la filosofia? Lezioni al Collège de France 1958-59 e 1960-61, Milano 2003); N = La nature, Paris 1995 (tr. it. a cura di M. Carbone, La natura, Milano 1996).

 

https://doi.org/10.57027/eikasia.21.1585
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